È trascorso oltre un biennio da quando ho deciso di lasciare la mia zona di comfort, costruita con anni ed anni di esperienza come responsabile in ambito aziendale.
Una scelta certamente coraggiosa e rischiosa al tempo stesso , ma ricca di nuove strade da intraprendere e alla ricerca di una nuova veste “tailor made”.
La mia carriera, che aveva radici profonde nel solido terreno delle aziende della mia famiglia, in azienda padronali e multinazionali, era maturata e cresciuta al loro interno.
Dopo un quarto di secolo in cui ho ricoperto ruoli diversi di leadership e responsabilità, ho sentito che era il momento di andare oltre, di puntare come mai fatto prima, su me stessa e mettermi ancora una volta alla prova, abbracciando il caos e l’incertezza della vita della libera professione in quanto la vecchia pelle non la sentivo più allineata alla persona che ero diventata e non ero più disposta ad accontentarmi dei “faremo”, “vedremo”, insomma dei famosi “dopo e con calma dopo anni”.
Il mio primo passo è stato forse più destabilizzante per gli altri che per la sottoscritta perché l’ho fatto con determinazione e convinzione. Nessuna rete di sicurezza aziendale, nessuna struttura gerarchica, nessuna certezza di uno stipendio alla fine del mese su cui eventualmente appoggiarmi: in fondo però queste per me non sono quasi mai stati dei punti fermi, vivendo molto in modalità “indipendente”.
Grazie alla mia visione a 360° e alla mia trasversalità acquisite nel corso dei decenni il mio campo di gioco è certamente quello di pensare ed agire nel “qui ed ora” secondo una strategia ben definita e nel non tirarmi mai indietro.
In fondo dentro di me non è cambiato poi così tanto: mi sono posta, come sempre, da sola con me stessa, la mia continua voglia di crescere personalmente e professionalmente, le mie competenze e la mia forza interiore, sfidando giorno dopo giorno il destino, senza alcun paracadute che non sia la sottoscritta.
Certamente non posso dire che siano tutte rose e fiori ma riesco ad affrontare con maggiore consapevolezza anche i periodi bui.
Certo è che sono uscita da una zona di comfort ampiamente e certamente vissuta senza mai risparmiarmi, cercando una strada nuova che fosse maggiormente allineata ai miei valori e alla persona che sono diventata. In certi momenti questo mi ha mostrato certamente e chiaramene dei nuovi stati di vulnerabilità ma nel contempo ho accolto una nuova energia per affrontare nuove sfide e un nuovo modo di mettermi alla prova.
Perché quando si percorre la strada meno battuta, si cresce, si evolve, aumenta la propria consapevolezza e si cerca di essere sempre la versione migliore del giorno prima.
Ho abbracciato ed abbraccio le continue sfide, imparando a cavalcare le onde delle opportunità che si presentano così come le onde piatte di quando mancano, concentrandomi sull’efficienza nel gestire il mio tempo e prendendo decisioni che mi sfidino sempre a scoprire il mio migliore vestito professionale, la mia nuova pelle.
Sin da piccola ho imparato come ogni difficoltà, ogni problema, ogni fallimento possano generare in noi una possibilità per crescere e imparare, ben oltre la tecnica professionale.
La questione di base in effetti, a ben pensarci, non è tanto quella di aver lasciato un impiego fisso ed essermi messa in proprio, ma di aver sentito la necessità di lasciare una zona di comfort che però non mi rappresentava più e che mi non mi permetteva di crescere come desideravo.
Il vero fulcro di questa scelta è stato e sta nel continuo plasmare la mia persona in base ai miei valori e alla mia identità, alle cose che sono per me veramente fondamentali e non possono essere messe da parte: ad esempio far lavorare e vivere le persone in ambienti sani ed inclusivi, dove si guarda al futuro creandolo giorno per giorno, dove la cultura aziendale non sono solo fogli scritti e dove tutti si sentano parte integrante di un sistema meritocratico e che capiscano e vengano messi nelle condizioni di dare il massimo perché si sentono ascoltati.
Il mio DNA è composto da spirito imprenditoriale, visto che ho vissuto a stretto contatto con le aziende della mia famiglia direttamente o indirettamente per oltre 2 ventenni, da responsabile dipendente e da libero professionista: certamente un mix alquanto costruttivo e sfidante. La mia esperienza di leadership è stata la roccia su cui costruire, mentre la mia agilità mi permette di sfidarmi ogni giorno.
Certamente anche gli studi relativi al coaching e PNL, business coaching, la profilazione dei fattori motivazionali, l’Enneagramma & Leadership mi hanno permesso di ampliare i miei orizzonti e le mie competenze e di poterle mettere a disposizione delle persone con cui entro in contatto: siano essi privati che organizzazioni.
Sono sempre stata una persona sincera e diretta e certamente nel corso degli anni ho maturato la capacità di comunicare in maniera più efficace la mia visione, i miei valori e le mie priorità, alimentando ogni giorno la mia passione e il mio potenziale.
Come si dice, cambia la modalità e non il contenuto.
L’uscire dalla zona di comfort è stata l’esperienza allo stesso tempo più stimolante e più sfidante di tutte quelle mai vissute in precedenza. Le incertezze finanziarie, la costruzione della mia rete professionale, l’evoluzione di una nuove “me” sono diventate opportunità di crescita e apprendimento.
Io non mi fermo, tutto potenzia il mio coraggio e la mia audacia ad esplorare strade mai neanche pensate prima.
Tutto ciò mi rende una persona e professionista migliore del giorno prima, più consapevole e più attenta al mondo che mi circonda.
Il passato non è stato cancellato e mai lo sarà, così come le delusioni e i tradimenti, le cui cicatrici sono ancora presenti nell’anima e mi contraddistinguono ma che ho imparato prima ad accettare e poi a voler bene perché hanno contribuito anche loro a farmi diventare la persona che sono e su cui lavoro giorno dopo giorno.
Certamente l’uscire dalla zona di comfort è molto più di un semplice percorso: ho imparato a cogliere le opportunità, a rimanere centrata anche nell’incertezza, a mantenere attiva sempre la gestione dello stress e a superare ogni ostacolo con coraggio e mantenendo in essere il metterci sempre la faccia. La crescita personale affianca, passo dopo passo, quella professionale.
Perché l’audacia di abbracciare l’incertezza è ciò che ci consente di realizzare i nostri sogni più grandi.
A tutti quelli che sentono il bisogno di cambiare ed uscire dalla propria zona di comfort, qualunque essa sia, dico di non sentirsi soli: possono essere supportati personalmente in questo tipo di percorso, ad esempio tramite il coaching. Lo scopo proprio del coaching è quello di supportare le persone, affiancandole, a raggiungere il proprio obiettivo in ambito sia lavorativo che personale.
Abbiamo una vita sola e ci sono 86.400 secondi ogni giorno da mettere a frutto. Io ho imparato che non è il caso di sprecarne neanche uno.
Il cambiamento, quando non ci si riconosce più e si vive la vita non desiderata, è il carburante indispensabile che ci porta alla consapevolezza e crescita personale e professionale. Solo uscendo dal recinto ben costruito del simil comfort avremo modo di accendere il motore verso i nostri obiettivi, mettendo a frutto il nostro potenziale e tutte le nostre innumerevoli risorse di cui spesso abbiamo perso coscienza.
Continuiamo ad essere audaci, gettiamoci nelle sfide e manteniamo la rotta verso la vita che desideriamo e verso una crescita senza porre dei limiti predefiniti, sentendoci completamente liberi di chiedere supporto.
Ogni momento è quello giusto per iniziare, una volta presa consapevolezza: facciamo che quel momento sia proprio oggi!