Perché le PMI e non solo dovrebbero investire in Consulenza: un Investimento per il Futuro

Sono certa che molti, leggendo semplicemente il titolo, avranno pensato che fosse ovvio, vista la mia professione attuale.

Ma non è così: ho visto, vissuto e provato sulla mia pelle la consulenza anche nei miei anni all’interno delle organizzazioni.

Ho partecipato, vissuto in prima persona a progetti che sulla carta erano vincenti e decisamente ben strutturati, poi falliti miseramente per incapacità di mantenere la rotta di chi guidava l’azienda e che, appena dopo aver dato il primo calcio al pallone iniziavano con i “con calma”, i “dopo”, “quest’area la vediamo dopo”, in pratica impedendo lo svolgersi regolare del progetto da loro stessi desiderato, firmato e anche poi pagato. Quando si dice tra il dire e il fare, ecco che ci rimani impigliato come un delfino nelle reti del pescatore!

Eppure i motivi per cui si fossero iniziati i progetti erano tutti validi e convalidati a tal punto da essere poi riproposti dopo qualche anno perché, ovviamente, non avevano portato i risultati sperati.

Arrivando da una famiglia allargata di imprenditori sono perfettamente consapevole che essere a capo delle PMI non sia un'impresa da poco, richiede un mix di competenze uniche e una strategia ben definita.

Questa stessa impresa oggi diventa ancora più sfidante e complessa perché bisogna essere ancora più veloci, flessibili, rispondere e anticipare le necessità del mercato e degli stakeholder.

Ecco perché l’investimento vero, convinto e senza se e senza ma sul un progetto di consulenza di direzione non solo è cruciale ma un passaggio di valore per la crescita sostanziale dell’organizzazione e la sua proiezione futura.

Proprio recentemente nel rispondere ad una domanda postami sul fatto di quanto fosse impossibile per un consulente pensare di rientrare in un contesto aziendale, la mia risposta si è concentrata sull’importanza e complessità del progetto. Per una persona ad esempio come me, trasversale e ambiziosa di superare i propri limiti, più il progetto mi permette di mettere in campo le competenze trasversali acquisite e di tenermi sulla corda, più io divento performante.

Il progetto lo sposo appieno e divento come un cane con l’osso: lo lascio solo e soltanto quando tutto è andato bene e completate tutte le fasi. Ovviamente tutto questo non si ottiene da soli ma con la collaborazione delle persone coinvolte direttamente ed indirettamente dell’organizzazione e della committenza stessa.

Affermo costantemente che nel paradigma della leadership le persone devono avere una posizione centrale; ci tengo a sottolineare che non è certamente per slogan. 

Avendo avuto la fortuna o sfortuna tramutata poi in opportunità di apprendimento di capire, provare e verificare come il potenziale delle persone possa influire in maniera sostanziale nel raggiungimento dei traguardi, questa mia affermazione mi rappresenta totalmente.

Ed è anche per questo che la sete di apprendimento non si placa mai: cerco di apprendere sempre il più possibile con corsi di formazione per poter aggiornare e/o aggiungere competenze per mettere poi a terra i frutti e supportare al meglio proprio questo aspetto: il coinvolgere, il creare squadra, appartenenza, il creare un ambiente sano e rispettoso, non lasciare mai nessuno da solo o indietro affinché i progetti possano dare, con il contributo di tutti i propri frutti e talvolta anche dei raccolti migliori.

Una cosa fondamentale tengo a precisare: non stiamo parlando di dipendenti, ma di persone e questo concetto, traslato nel mondo aziendale, coinvolge tutti a 360°, vertici inclusi.

Di regola si parte proprio da loro!

Quando le persone sono valorizzate, sono in grado di creare un clima lavorativo positivo e pieno di energia: siamo quindi più aperti al confronto, più sereni nell’esporre anche i nostri dubbi e perplessità e a non tenere i paraocchi, ovvero non preoccuparci solo e soltanto del nostro orticello.

Se proviamo a pensare ad un’organizzazione nella quale un piano consulenziale per lo sviluppo organizzativo riesca ad intervenire e generare questo tipo di clima, le persone saranno certamente più propense a partecipare, a dare il loro contributo perché non si sentiranno dei numeri ma presi in considerazione e liberi di esprimersi in un ambiente accogliente ed inclusivo.

Solo per scrupolo ricordo che la libertà di espressione non significa mancanza di rispetto ed educazione.

Dovremmo aver compreso bene che la motivazione dei dipendenti sia la benzina che fa girare uno dei motori fondamentali dell’organizzazione. La stessa ha poi una forza dirompente perché si propaga ad una velocità considerevole e conoscere i propri fattori motivazionali e quelli del nostro gruppo di lavoro ci permette di essere più consapevoli e di arrivare con meno sforzo e in maniera più diretta al traguardo. Anche per questo c’è una soluzione precisa.

Tutto questo di regola ci permette anche di scoprire delle competenze nascoste o poco visibili fino a poco prima e ci supporta a far crescere in maniera spontanea delle competenze già esistenti, innalzare la motivazione e diminuire il tasso di turnover volontario. Metodiche di formazione mirate e coaching a tutti i livelli possono supportare le persone nel raggiungimento dei propri obiettivi, catalizzatori per la crescita naturale della organizzazione.

Come oramai tutti sappiamo la sostenibilità non è più un optional, ma un traguardo imprescindibile.

Le imprese sostenibili non solo rispettano l’ambiente, ma ottimizzano anche le risorse, riducono i costi e incrementano l’efficienza. Se pensiamo ad esempio solo a come si possano ridurre gli sprechi interni con piccole azioni quotidiane per arrivare poi all’utilizzo di fonti di energia rinnovabili o la minor produzione di rifiuti, ci rendiamo conto come tutti questi elementi siano all’ordine del giorno.

È ovvio che la sostenibilità non sia solo questo ma certamente sposarne i principi in maniera concreta può solo incrementare il prestigio della organizzazione, portare benefici economici e consolidare la fidelizzazione dei clienti – contribuendo così ad un innalzamento del profitto.

Ricordiamoci anche che spesso la sostenibilità è già un requisito specifico del cliente.

Tutti parlano di cambiamento ma in fondo quanti veramente lo vogliono? In alcuni casi ci troviamo di fronte a situazioni diciamo “obbligatorie”, in altri possiamo dire che stiamo ancora agendo d’”anticipo”.

Come credo sia evidente per tutti oramai il cambiamento, inafferrabile ma costante nel mondo e non solo quello del business, diventa un’opportunità quando si è pronti a navigarlo. Se ci si apre al cambiamento, la sopravvivenza e la crescita sono a portata di mano.

Pertanto, valutare nuove tecnologie, rivedere i processi interni esistenti, Individuando ed eliminando gli impedimenti verso l’efficienza può sembrare un compito arduo, certamente non impossibile ancor più se condiviso con un consulente, anche perché la riduzione dei costi e l’ottimizzazione dei processi possono essere raggiunte con aiuto professionalmente calibrato.

Rimanendo sempre centrati sul cambiamento un punto importante all’interno delle organizzazioni è quello del coinvolgimento delle persone e di verificarne la loro propensione per cercare di non farglielo vivere in maniera stressante e come se gli si togliesse il terreno da sotto i piedi: tutte queste sono attività che possono vedere il coinvolgimento diretto del consulente perché in grado sempre di mettere sul tavolo, allo stesso tempo più competenze ed una visione nettamente più neutrale e con meno sovrastrutture.

Questo perché anche il processo di cambiamento passa inevitabilmente attraverso lo sviluppo di capacità manageriali e di leadership. Con il business coaching, i vostri dirigenti riusciranno a stabilire obiettivi limpidi e strategie efficaci, diventando decision maker ed esempi per i propri gruppi di lavoro.

Le parole chiave sono coerenza, inclusività, coinvolgimento, comunicazione: noi consulenti possiamo quindi essere visti come un ponte che facilita il percorso dall’attuale “as is” al desiderato “to be”.

Senza dubbio alcuno il nostro apporto farà sì che la fondatezza delle decisioni, la trasparenza nelle comunicazioni e la coerenza tra comunicazione, scelta ed azione potenzino la reputazione dell’organizzazione, sia internamente che in ambito esterno.

Inoltre, grazie a una comunicazione diretta e trasparente, lavoreremo con i vertici in modo che le strategie raccomandate siano facilmente comprensibili e applicabili, instaurando un’atmosfera di cooperazione e fiducia.

Affrontare le nuove sfide che si presentano giornalmente con un approccio sistemico che fa delle persone il fulcro della vostra attività, che supporta la sostenibilità, gestisce il cambiamento, rende ottimali i processi, fornisce coaching personalizzato e mette in risalto la credibilità rende l’investimento in consulenza strategica un passo risoluto verso il futuro della vostra organizzazione.

In questo modo si avranno tutte le carte in regola per non solo resistere ma prosperare in un mercato sempre più all’avanguardia!mprensibili e applicabili, instaurando un’atmosfera di cooperazione e fiducia.

Affrontare le nuove sfide che si presentano giornalmente con un approccio sistemico che fa delle persone il fulcro della vostra attività, che supporta la sostenibilità, gestisce il cambiamento, rende ottimali i processi, fornisce coaching personalizzato e mette in risalto la credibilità rende l’investimento in consulenza strategica un passo risoluto verso il futuro della vostra organizzazione.

In questo modo si avranno tutte le carte in regola per non solo resistere ma prosperare in un mercato sempre più all’avanguardia!