Essere alla guida di una PMI italiana spesso fondata tra gli anni ’70 e ’90 dello scorso millennio è come un viaggio attraverso tempeste imprevedibili, sfide inaspettate e cambiamenti impetuosi. Tuttavia, questi imprenditori meravigliosi hanno dimostrato una resilienza strabiliante e un adattamento incredibile ai mercati mutevoli e alle esigenze dei clienti in continua evoluzione.
Per esperienza diretta posso confermare che per alcuni di essi questo abbia voluto dire anche anteporre se stessi e la loro idea di azienda a tutto (alla famiglia, all’educazione e alle necessità emotive e di presenza dei figli): hanno anteposto in pratica la loro creatura a tutto il resto con inevitabili e talvolta gravi conseguenze.
Nonostante ciò, c’è una questione spesso trascurata che rischia di portare all’insuccesso: la necessità di accettare il cambiamento e abbracciare una nuova leadership personale competente.
Il mondo del business non dorme, non si ferma e soprattutto non si accontenta mai. Questo lo vediamo, lo sentiamo e lo viviamo tutti i giorni.
Le organizzazioni pertanto devono essere nelle condizioni di rispondere ai rapidi cambiamenti del mercato e ai desideri mutevoli dei clienti con flessibilità e agilità, così come di quelle dei dipendenti che sono notevolmente mutate nel corso degli anni e che negli ultimi tempi sono sempre più manifeste.
Molte PMI si trovano, tuttavia, a subire l’effetto paralizzante di considerare il cambiamento come un pericolo, qualcosa da evitare per tutto il tempo possibile. A parole riescono anche a sostenerlo ma di fatto guai a cambiare quel “si è fatto sempre così” che, seppure ora risulti non più soddisfacente e sostenibile, li lascia vivere nella loro zona di comfort. Certamente tra le più grandi sfide che le PMI si trovano ad affrontare vi è quella di riconoscere ed accettare la necessità di dare una nuova direzione nella gestione.
I fondatori o i dirigenti di lunga data spesso si rifiutano di passare il testimone, sentendosi troppo legati alla propria impostazione di azienda, persino quando la necessità di cambiamento è oramai evidente e sotto gli occhi di tutti, anche ai loro.
Non bisogna mollare: con il giusto atteggiamento, l’energia positiva e la volontà di crescere e svilupparsi, ogni azienda può superare ogni ostacolo e aprire una nuova strada per proiettare la propria azienda nel futuro.
Un atteggiamento impermeabile al cambiamento può davvero fare danni all’organizzazione, mettendone a repentaglio la sopravvivenza stessa. Sì, perché rifiutare di abbracciare novità e innovazione rappresenta un invito aperto alla perdita di competitività e al declino. È proprio per questo che i leader delle PMI italiane devono farsi avanti e dimostrare un’autentica disposizione verso l’evoluzione e l’adattamento.
Cedere il proprio ruolo operativo non rappresenta in alcun modo una forma di sconfitta o perdita di riconoscenza da parte degli altri perchè bisogna essere orgogliosi di tutto e per tutto quello che si è fatto, ma piuttosto un modo per dimostrare grande responsabilità e maturità nei confronti dell’azienda stessa, per molti la propria creatura.
Nessuno meglio di chi sa che il benessere dell’organizzazione è la priorità, può comprendere l’importanza di lasciare spazio di manovra a persone con competenze più aggiornate, con nuove prospettive e anche una diversa linfa vitale e idee magari diverse ma in linea con le attuali richieste dei sistemi esterni, in grado di guidarla in maniera più “libera” dalle sovrastrutture che si sono create negli anni, secondo le aspettative degli stakeholder, del mercato e dei dipendenti senza il peso inevitabile che di norma l’imprenditore sente e prova quando deve affrontare una scelta perché ancora troppo legato a quell’”abbiamo sempre fatto così” e al mantenere inconsapevolmente lo status quo e il suo ruolo di “capo”.
Lasciare che altri prendano il posto che prima è stato per anni occupato dagli stessi imprenditori non significa essere inutili o superati; semplicemente vuol dire essere capaci di trovare, se lo si desidera, un nuovo ruolo ed essere di supporto. In qualche modo significa esaltare i valori e le pietre fondanti ed adattare il resto a quello che richiede il business e che taluni faticano ancora oggi ad accettare o comprendere.
Stagnare non serve a nulla, soprattutto se ci sono nuovi orizzonti da esplorare e traguardi da raggiungere. Ecco perché, per garantire stabilità e futuro, è fondamentale che gli imprenditori, i leader sappiano quando fermarsi per riconoscere la necessità di un cambio di rotta.
L’egocentrismo e quella necessità di avere quel falso senso di controllo della situazione non porterà mai molto lontano, anzi deteriorerà in maniera inesorabile quanto creato e non farà stare bene l’imprenditore stesso e ne risentirà la propria organizzazione a tutti livelli.
Accogliere una nuova guida operativa, con una visione fresca e una voglia palpabile di mettersi in gioco e di ottenere i risultati a favore della stessa azienda dell’imprenditore, facendone anche, nel caso, la differenza, può essere la vera svolta per la prosperità a lungo termine. L’importante, sempre, è non avere paura di cambiare per il bene dell’azienda. Non si può chiedere agli altri di farlo quando poi sono gli stessi imprenditori a non essere pronti.
In aggiunta, non bisogna avere timore di chiedere aiuto ad esperti esterni. Richiedere supporto non è un segno di fragilità, ma di saggezza e intelligenza e strategia imprenditoriale. Specie adesso, ci sono professionisti preparati a fornire la loro consulenza e il loro supporto per aiutare a superare le difficoltà e implementare strategie vincenti.
Inoltre, è fondamentale considerare anche che , in caso di ricambio generazionale nelle aziende di famiglia, a livello operativo non significa mettere da parte i fondatori. Gli stessi, se lo desiderano, possono avere una funzione importante, magari in un’ottica di accompagnamento e di lontananza graduale, coprendo un ruolo complementare in cui contribuire con la loro esperienza e le capacità relazionali create in anni con gli stakeholder.
Il successo delle piccole e medie imprese italiane, che hanno sempre fatto la differenza nel mondo imprenditoriale europeo e mondiale – e dovrebbero continuarlo a fare anche in futuro per continuare la tradizione di successi – dipende dalla capacità dei loro leader di accettare il cambiamento, di essere ancora una volta coraggiosi e intraprendenti e mettere l’interesse della loro stessa organizzazione prima dell’ego individuale.
Non siate scettici rispetto al ricambio operativo perché non è affatto un passo indietro, ma piuttosto una vittoria per il futuro dell’azienda, salvaguardando la sua continuità e solidità. In fondo è stata fondata per proseguire e dare costantemente i migliori frutti possibili, no?!
È arrivato il momento di superare le paure e i pregiudizi personali e abbracciare una nuova era di leadership professionale e sostenibile.
Siate pronti nel caso a farvi supportare in questo percorso. Il domani certamente ve ne renderà merito.
Il futuro vi renderà merito e così anche la vostra stessa organizzazione.