L’Importanza della Responsabilità nelle decisioni organizzative: dai Vertici a tutta l’Organizzazione

Nel contesto professionale, il meccanismo decisionale è fondamentale per definire la buona riuscita o
l’insuccesso di un’entità organizzativa, con le scelte eseguite dalla dirigenza che influiscono notevolmente
sulla direzione strategica dell’intera organizzazione.

L’obbligo rappresenta una componente essenziale che trascende l’atto puro della leadership: costituisce un
dovere nei confronti dell’organizzazione nella sua accezione a 360°.

Una leadership corretta e trasparente si riflette nell’abilità di fare scelte anche ardite e difficili e,
soprattutto, nell’accettare le conseguenze di tali decisioni, sostenendo i trionfi ma anche ammettendo e
affrontando gli insuccessi.

La chiarezza e la corrispondenza tra dichiarazioni e comportamenti sono cruciali per stabilire un rapporto di
fiducia all’interno dell’Organizzazione stessa, promuovendo un clima lavorativo basato sul rispetto e
sull’affidabilità.

Assumere la responsabilità delle decisioni rappresenta un vantaggio notevole poiché porta alla
costituzione di una cultura organizzativa centrata sulla FIDUCIA: i leader che si comportano di
conseguenza e annullano il divario tra parole e fatti favoriscono un clima di integrità che coinvolge
l’intera entità, consentendo ai collaboratori di sentirsi più a proprio agio nell’esprimersi e nel partecipare
attivamente al processo decisionale.


Sappiamo tutti che, persa la fiducia in qualcosa e/o in qualcuno, possiamo anche dare una seconda chance,
ma ne rimarrà sempre traccia e in qualche modo il rischio di partire con un pregiudizio è davvero alto.
Subito la mia mente richiama alla memoria la frase “È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio” – A.
Einstein

In contrasto, l’assenza di responsabilità da parte della dirigenza può portare a conseguenze catastrofiche.

Un comportamento che evita di ammettere insuccessi o di prendere una posizione minaccia la fiducia delle
persone, provocando scetticismo tra i collaboratori e minando la reputazione dell’organizzazione stessa.

Ciò può culminare in una cultura dell’apprensione, in cui le decisioni sono evase o prese con esitazione,
ostacolando l’innovazione e lo sviluppo.

Le ripercussioni della mancata presa di responsabilità delle decisioni possono essere importanti e
persistenti: la riduzione, se non addirittura annullamento di un elemento chiave che è quello della fiducia,
l’inefficacia decisionale e un clima organizzativo tossico.

Le conseguenze di un siffatto tipo di clima sono sotto gli occhi di tutti e certamente tra queste possiamo
annoverare un calo della motivazione, la riduzione della produttività e qualità del lavoro, un aumento
dell’assenteismo, la mancanza di fiducia, un alto tasso di turnover, i problemi di salute mentale fino ad
arrivare al danneggiamento della reputazione organizzativa e alle cause legali. Questo solo per citarne
alcune.

Per garantire che la responsabilità divenga un principio fondamentale nell’ambito aziendale, l’alta dirigenza
deve implementare diverse azioni concrete che possono includere il diventare un esempio al fine di creare
un effetto domino di emulazione di tali comportamenti, l’instaurazione di un meccanismo di feedback
sincero e atto a mettere in luce punti di miglioramento, di forza (non sto parlando di quei feedback che si
richiedono, ma che sottintendono chiare conseguenze in caso di restituzione di miglioramenti da mettere in
atto) e autovalutazione, la promozione di un programma di apprendimento continuo, una cultura di
trasparenza e linee guida ben definite per il monitoraggio e la verifica delle performance.

Assumersi la responsabilità delle decisioni è l’essenza stessa di un’efficace leadership e di un ambiente
lavorativo funzionale. Senza di essa, un’Organizzazione corre il rischio di perdere la fiducia dei propri
lavoratori, mettendo in pericolo la sua stessa continuità operativa.

Coltivando questo concetto di responsabilità, i membri alla guida dell’impresa non solo governano
efficacemente, ma costruiscono un’atmosfera lavorativa dove ognuno si percepisce come un elemento di
valore, stimolato a contribuire al raggiungimento degli obiettivi e quindi al successo comune,
trasformando così la responsabilità da un onere a un’occasione per il costante avanzamento e
miglioramento.


In questa sfida stimolante, il ruolo di professionisti quali consulenti organizzativi e coach può risultare
fondamentale.

Portatori di nuova energia, i consulenti organizzativi possono supportare a definire insieme alle persone
coinvolte un percorso decisionale più efficiente, sviscerando le dinamiche interne e proponendo modelli
personalizzati per rendere sempre più tailor made la cultura della responsabilità. Saranno loro a guidare
l’organizzazione verso l’adozione di linee d’azione chiare e il potenziamento delle comunicazioni interne,
assicurandosi che ogni strato dell’impresa vibri all’unisono con le strategie aziendali.

I coach, strumenti fondamentali di progresso, possono tessere rapporti singoli con leader e dipendenti,
supportandoli nel loro percorso di accrescimento della loro la leadership, della gestione delle emozioni e
dello stress. Con percorsi di coaching ben mirati, è possibile alimentare l’auto-efficacia, accrescere la
resilienza e dare impulso a un approccio proattivo alla risoluzione dei problemi.

Organizzazione, intesa come l’insieme di ciascun appartenente, consulenti e coach possono unire le forze
ed effettuare un lavoro di cocreazione di valore aggiunto per assicurare che la responsabilità non sia solo
un valore da esternare, bensì un’abitudine da vivere ogni giorno all’interno dell’azienda!


Come si dice in questi casi, se si vuole si può.